Carisma da rockstar alla prima dell’Opera, cultura hippie a Buckingham Palace, commedia dell’arte al Teatro alla Scala.
Barbara Boner è l’approdo su una terra di mezzo, un parco giochi dove uno spirito ludico rincorre la severità aristocratica. Allo stesso modo in cui il master in marketing della moda si prende gioco della laurea in psicologia.
Incursioni nel mondo dell’arte, dello stile, dell’immagine tra corsi e percorsi della London Central Saint Martins, dove prende nozioni che lasciano tracce.
Questo è l’humus che alimenta ogni sua idea di borsa.
Nappa come velluto, onde di frange policrome, sbarco di emozioni.
Ognuna una dichiarazione d’indipendenza. Un tributo al nomadismo circense di una nonna dal sangue nordico rapita dalla passione per il fuoco e l’amore, un omaggio alla raffinatezza del gusto materno, un atto di riverenza alla scienza paterna.
Il cerchio torna a chiudersi sulla consapevolezza.
Sulla donna il cui ornamento primario è la propria pelle.
Ma nessun cerchio si chiude mai veramente, essendo, come la femminilità, il tratto perfetto di una linea infinita.