Back to the previous page

Agostino Poletto


February 11 2013
Fashion

Milano è Super!

Mancano pochi giorni alla prima edizione di una nuova manifestazione milanese dedicata alla moda. Ma dietro ad un nome così ricco di significati e immediato come Super c’è il mondo di Pitti, perché Super è il nuovo progetto di Pitti Immagine e Fiera Milano, nato in collaborazione con Comune di Milano/Assessorato Moda, Design e Cultura e con CityLife, dedicato agli accessori e al prêt-à-porter donna, che si terrà il 23, 24 e 25 febbraio. Abbiamo incontrato Agostino Poletto, vice direttore generale di Pitti Immagine, per farci raccontare meglio questa importante novità.

Come è nato Super? Quali esigenze hanno portato alla nascita di questa nuova manifestazione a Milano?

Super nasce dall’esigenza di Pitti Immagine di avere un salone diverso a capace di rispecchiare le nuove esigenze dei multibrand, emerse in uno scenario distributivo oggi profondamente mutato. Super incontra i desideri dei buyer che a fine febbraio stanno completando l’ultima fase della loro campagna acquisti - e selezionano con criteri e budget diversi rispetto a gennaio – e si rivolge ai compratori che vogliono una moda di ricerca con un approccio market sensitive, di dimensione internazionale. Per questo Super è un salone dalla proposta estremamente composita: brand italiani ed esteri di ricerca che di norma non partecipano ai saloni; aziende di solida consistenza commerciale che hanno in comune sia la qualità produttiva e stilistica dei prodotti, sia una sofisticata filosofia distributiva; collezioni capsule o mono prodotto capaci di interpretare l’anima della stagione; i nuovi talenti inclini alla sperimentazione, consapevoli del mercato e, almeno per ora, lontani dai riflettori.

Super avrà una sede importante e nota, un polo fieristico legato alla storia di Milano. Perché questa scelta?

Per Super cercavamo un luogo di Milano dall’atmosfera unica nel suo genere. Uno spazio dal forte impatto scenografico che fosse contenitore d’eccezione per un progetto di grande respiro: anche le caratteristiche della location aiutano a concretizzare gli obiettivi commerciali e di marketing. Lo abbiamo trovato - grazie al supporto del Comune di Milano - nel Padiglione 3, magnifica architettura razionalista degli anni Venti, un piano terra di quasi 10mila metri quadri con un ampio ballatoio rialzato di circa 4 metri. Uno spazio di carattere che ha modellato anche i tratti del salone, ulteriormente valorizzato dall’exhibition design degli architetti Peter Bottazzi e Denise Bonapace, attraverso una moderna struttura ellittica a più corsie, capace di restituire l’originaria atmosfera sportiva del Padiglione (un velodromo).

Super punta sui giovani talenti. Quindi viene portata avanti una caratteristica che già è già chiara in progetti come l’edizione maschile di ‘Who’s on next?’, nell’attenzione ai nuovi designer con gli Alternative Set che si sono tenuti nelle ultime due edizioni della fiera a Firenze e così via. Quanto è importante per Pitti e per Super tutto questo? E come vengono selezionati questi giovani talenti?

A Super un posto speciale è riservato ai nuovi talenti: è una componente fondamentale della manifestazione che non ne esaurisce la ricchissima proposta, e che soddisfa in modo puntuale le esigenze di acquisto dei buyer proprio in questo specifico periodo. La rivoluzione degli scenari della distribuzione, la politica espansionistica avviata dai department stores di tutto il mondo fanno sì che la scelta dei multibrand debba sempre essere un passo avanti: più sofisticata, più aperta al nuovo, più personale. È appannaggio del trade show proporre una pre-selezione, un ‘editing’ che sappia mixare marchi affermati e label di nicchia, scoperti attraverso l’intensa attività di scouting internazionale praticata dal team di Pitti tutto l’anno. In questo senso è stata essenziale la collaborazione con Sara Maino, che ha creduto nell’importanza di questo nuovo palcoscenico e che da tempo lavora con Vogue.it per dare maggiore visibilità e una più precisa identità a designer bravi, inclini alla ricerca, consapevoli del mercato, ancora tutti da scoprire. A Super andranno in scena marchi giovani e freschi, ma che già lavorano a grande ritmo, con una buona struttura produttiva alle spalle, distribuiti in Italia e all’estero. Energie meritevoli di guadagnare spazio e fiducia. E che per la prima volta, i buoni compratori italiani e internazionali potranno trovare riuniti sotto lo stesso tetto.

Posto d’onore al mondo degli accessori. Quanto sono importanti per Super i marchi legati a questo settore e quanto lo sono per il fashion system?

È ormai un dato acquisito che di questi tempi all’interno della proposta fieristica più aggiornata, ma anche in quella dei migliori punti vendita, gli accessori giochino un ruolo da protagonisti: questo perché sono elementi fondamentali nella personalizzazione dell’outfit del cliente. La proposta di Super rispecchierà questo trend pur offrendosi come un mix estremamente composito: accanto agli accessori, il prêt-à-porter e, per entrambe le categorie, lo spazio riservato ai nuovi talenti.

Ci sarà in Super un respiro internazionale? Gli ospiti a cui Pitti ci ha sempre piacevolmente abituato?

In linea con le altre manifestazioni di Pitti Immagine, Super nasce sotto la cifra dell’internazionalità: di espositori, di buyer e di stampa. E ci sarà un calendario di eventi – e un’area apposita ad essi dedicata - che metterà in scena, nei tre giorni del salone, una serie di presentazioni e performance, che coinvolgeranno soprattutto i nuovi talenti. Tra i progetti che Super porterà in Italia per la prima volta, due nomi che si sono segnalati al pubblico internazionale per le loro collezioni al confine estremo tra arte e moda. Si tratta di Sophia Webster, astro nascente dello shoe design britannico che trasforma le scarpe in straordinari e coloratissimi artworks, e Marga Weimans, stilista olandese che ha saputo fondere nel suo prêt-à- porter, in modo spettacolare, le dimensioni di architettura e fashion.

Ci potete dare qualche anticipazione sulle creatività coinvolte?

Da un primo sguardo alla lista dei marchi partecipanti, ecco alcuni nomi. Per l’abbigliamento: Herno, Camo, Uptobe, Hancock, Lardini, Allegri, PTOW, Ma’ry’ya, Leitmotiv, Suzanne Susceptible, Mattijs, Eribé, L. Venturini, Scaglione, Resho, RVR. Per gli accessori nomi come Proenza Schouler, McQ, Jil Sander Navy, Antonio Berardi, Rochas, Stephen Venezia, Yvone Christa New York, Ayala Bar, Kuboraum, Claudio Cutuli, Camilla Skovgaard, Guillaume Hinfray, Gaetano Perrone, Charline De Luca, Raparo, Simona Vanth, Alejandro Ingelmo, Volta Footwear, Pierre Louis Mascia Atelier, Carla Perretti, Conservatoire International de Lunettes, Lika, Mrs. Design. Per i Talents: Isa Arfen e Akong London dal Regno Unito, A-Lab Milano, Carlo Contrada, Caterina Gatta, Flavia La Rocca, Francesca Evangelista, Francesco Ballestrazzi, Giancarlo Petriglia, Guen, Gianni Serra, L’F Unisex, Licia Florio, Mariù De Sica, Natar Georgiou da Cipro, Paolo Errico, Paul Andrew Design dagli Stati Uniti, San Andrès Milano, Superduper Hats, Roberto Fragata, 1. Dark Level.



Stefano Guerrini ©modemonline