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Luca Rizzi - Creative And More


January 17 2014
Fashion

CREATIVE AND MORE , Luca Rizzi e la sua agenzia che sostiene i giovani
Studi in economia e business management alle spalle, poi alcuni anni nel mondo della moda dove, lavorando per agenzie importanti come Futurenet Group (ora Tomorrow Ltd) e Lagente, ha avuto la possibilità di collaborare con brand e designer noti, sviluppando per loro strategie d’espansione. Lo scorso anno Luca Rizzi, non ancora trentenne, ha fondato CREATIVE AND MORE, un’agenzia nata con l’intento di supportare giovani talenti, favorire l’interazione strategica tra le imprese del sistema moda e i designer. Fra i clienti di CREATIVE AND MORE molti nomi fra i più interessanti usciti da importanti concorsi, in pratica quel necessario ricambio generazionale che sta avvenendo nel made in Italy. Abbiamo incontrato Rizzi per farci raccontare questa sua importante occupazione, fondamentale per sostenere la nuova linfa del nostro fashion system.
Il grande pubblico spesso non conosce le professioni della moda, oltre a quella dello stilista e poche altre. Ci racconta come è nata l’idea di CREATIVE AND MORE? E quali i compiti che si prefigge?

CREATIVE AND MORE nasce nell’Aprile 2013, dopo diverse esperienze nel mondo della moda (tra showroom, comunicazione, customer service, gestione di figure creative), mi sono reso conto che il mercato e soprattutto gli stilisti avevano bisogno di una figura di riferimento che li potesse “indirizzare” e accompagnare durante il loro percorso professionale, aiutandoli nelle scelte strategiche.
Fra i nomi che seguite ci sono quelli di giovani che si stanno imponendo come il nuovo Made in Italy. Come scegliete con chi collaborare?
Ho deciso di puntare molto sui giovani convinto dell’importanza di un rinnovamento e credendo siano loro ad avere bisogno di un maggiore supporto. La scelta vera e propria viene fatta considerando diversi fattori tra cui, ammetto, c’è anche il mio gusto personale. Consideriamo il percorso di studi e quali sono state le esperienze lavorative, valutiamo la “mano” e le idee. In un secondo momento analizziamo quali potrebbero essere i brand in linea con il profilo e decidiamo cosa possiamo effettivamente fare per loro. Certo il talento è fondamentale, ma oggi non basta più; per esempio, l’attitudine e il sapersi presentare al meglio sono caratteristiche ormai necessarie.
In questo percorso, quali sono state le soddisfazioni maggiori? Ad esempio fra i vostri designer anche vincitori di concorsi importanti come ‘Who’s on next?’ e marchi che stanno uscendo dai confini italiani…
Devo dire che sono già molto soddisfatto del lavoro fatto fino ad oggi, i designer che sto seguendo si stanno imponendo nel mercato. Bianca Gervasio, dopo l’esperienza Mila Schön, è tornata a dirigere una storica maison Italiana; i SuperDuper Hats e i Casamadre, vincitori della scorsa edizione di WION, mi regalano giornalmente nuove emozioni. Angelos Bratis ha sfilato lo scorso settembre per la prima volta in calendario a Milano nella prestigiosa Sala delle Cariatidi…insomma siamo sulla strada giusta.
Da un punto di vista personale quali insegnamenti le sta lasciando questa nuova avventura con CREATIVE AND MORE e in che modo il suo percorso precedente a contatto e lavorando per grandi nomi è stato utile e formativo per questa nuova esperienza?
Dal punto di vista personale questo nuovo percorso è un susseguirsi di emozioni e soddisfazioni, ma è anche carico di responsabilità e difficoltà. Certamente il momento storico non è facile e in Italia essere giovani è spesso più un deterrente che un valore aggiunto, ma con la costanza e la perseveranza, sono convinto che questa avventura possa portarmi lontano, molto lontano. Le mie esperienze pregresse sono state molto utili per capire a fondo tutti gli aspetti positivi e negativi che permettono lo sviluppo di un brand, ma anche la carriera di grandi designer.
Quanto ritiene sia importante oggi il concetto di Made In Italy?
È fondamentale. Il made in italy, riconosciuto a livello mondiale, garantisce qualità, creatività e pregio. Nonostante le difficoltà in cui si è imbattuto, a causa della sempre più evidente concorrenza internazionale, credo sia necessario riorganizzarsi internamente e puntare su una maggiore efficienza nei processi di sviluppo. Queste sono caratteristiche su cui è indispensabile soffermarsi per vincere la battaglia della moda low cost che non ci appartiene.
In che modo può il fashion system dare un aiuto concreto ai nuovi designers?
Non credo sia solo il Fashion system che debba dare un aiuto ai nuovi designer, ma ritengo sia necessaria una riorganizzazione del sistema in generale. Il Fashion è uno dei settori trainanti della nostra economia, ma concretamente per i giovani non si fa nulla, ci sono troppe barriere all’ingresso e pochi finanziamenti. Il talento va coltivato e aiutato, altrimenti senza un supporto economico, non si va da nessuna parte. Dovrebbero essere istituite più borse di studio, premi, finanziamenti e sono convinto sia fondamentale un ritorno al concetto di meritocrazia.
Quanto sono importanti a suo avviso concorsi come ‘Who’s on Next?’ o ITS e fiere come Pitti Immagine per supportare il ricambio generazionale nel fashion system?
Sono davvero importanti, perché prima di tutto permettono ai vari designer di confrontarsi e, perché no?, aiutarsi con le varie esperienze. E poi sono una bellissima vetrina e un grande canale di comunicazione, soprattutto per quelli che inizialmente devono farsi tutto in “casa”. Se mi permette un’osservazione, credo sia opportuno, nelle fiere italiane (per es. Pitti Immagine), dare più risalto ai giovani designer di casa nostra, invece che “ospitare” brand e designer già affermati. Progetti a cui sta lavorando e un sogno nel cassetto?
Attualmente sono concentrato sullo sviluppo di CREATIVE AND MORE, ma sto già lavorando per espandere i servizi offerti dall’agenzia. Un sogno nel cassetto? Seppur giovane, mi piacerebbe nel giro di pochi anni, che CREATIVE AND MORE si espanda a livello globale e che finalmente il mercato si accorga sempre più di noi “giovani”.



Stefano Guerrini ©modemonline

Interview by Federica Meneghetti © Modemonline