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Mirco Giovannini


April 02 2010
Fashion

È considerato il couturier della maglieria di lusso, italiano, ma con una distribuzione internazionale, Mirco Giovannini è uno dei nomi più interessanti della nuova generazione di fashion designer

Dopo quasi vent'anni di esperienza come consulente stilistico presso diversi nomi importanti della moda, Mirco Giovannini decide di tirare fuori dal cassetto un vecchio sogno, che già lo aveva portato in passato sulle passerelle di Milano, e di lanciare la sua linea con la collezione primavera-estate 2007. Dopo aver anche partecipato come finalista al prestigioso “Who’s on next”, concorso sponsorizzato da Vogue Italia, Giovannini è ora uno dei nomi più interessanti della scena creativa di moda italiana, affermandosi, grazie non solo alla sua indubbia creatività, ma anche ad una passione per la ricerca e un’approfondita conoscenza di antiche tecniche artigianali, come couturier della maglieria di lusso. La sua donna rifugge i trend del momento per farsi espressione di un’eleganza sofisticata e di classe.
Incontriamo lo stilista.

Mi racconta come è arrivato ad una collezione a suo nome?

L’esperienza che ho maturato nel corso degli anni lavorando per i grandi brand della moda, mi ha portato a partecipare al concorso “Who’s on next” , indetto da Vogue per i giovani talenti. In seguito a questa esperienza ho intrapreso il percorso della linea Mirco Giovannini.

Quali pensa siano le caratteristiche principali del suo lavoro?

Le caratteristiche su cui si basa il mio lavoro sono: grande dedizione e impegno quotidiano. Tutto questo per assicurare la qualità dello stile e dei materiali che contraddistinguono e rendono speciale il mio prodotto di maglieria.

Come possiamo raccontare la linea?

La linea Mirco Giovannini è raccontata dai capi che la compongono collezione dopo collezione. Mi piace identificare questi abiti con un’espressione che uso frequentemente: “L’insostenibile leggerezza dell’essere”. Fondamentale è l’impiego di filati nobili, che vengono realizzati su finezze sottili, così come i colori, le linee e le forme dei capi che modellano il corpo della donna che li indossa.

Da dove arrivano gli input per la sua creatività?

I viaggi di ricerca che mi affascinano da sempre influenzano la mia creatività. Mi ritiro abitualmente nelle grandi metropoli americane come Los Angeles e New York. Vengo contaminato dalla grande quantità di materiale vintage e dai libri di storia della moda, dell’arte e del cinema.

A quale figura si riferisce? Chi ha in mente quando crea?

Le icone che incarnano il mio ideale di femminilità appartengono spesso al mondo dell’arte e del cinema, personaggi come Peggy Guggenheim, Greta Garbo, Talitha Getty. Donne dalla grande personalità e fascino.

Ci sono altri designer del presente o del passato che sente affini e perché?

Mi affascinano le grandi figure del passato come Chanel, Vionnet, e Poiret. Tra gli stilisti della moda contemporanea apprezzo lo stile di Stella McCartney, per i volumi e per l’interpretazione della femminilità che caratterizza la sua donna.

Quali le difficoltà di essere un designer in questo momento storico?

Le difficoltà che oggi si incontrano in questo settore sono legate alla necessità di far conoscere il proprio prodotto ai buyer, in un momento storico contraddistinto non più dalla necessità, ma dai desideri. Ogni giorno il mio compito è quello di regalare un sogno alla donna che veste i miei abiti.

In generale pensa che il sistema moda aiuti i designer emergenti?

Credo che il percorso dei giovani stilisti sia molto duro e che il sistema della moda non sia molto attento nel supportare le nuove leve.

Stefano Guerrini ©modemonline