Una torinese doc che dalla sua città ha distillato il meglio, mixandolo alle mille contaminazioni di chi viaggia senza mai perdere la propria identità. All'eleganza e alla sobrietà sabaude Cristina Tardito ha saputo associare fantasia, piccoli tocchi eccentrici e grande cura per i dettagli preziosi, ricercati. Fattori che fanno la differenza e rendono immediatamente riconoscibile lo stile di Kristina Ti. Un genere senza frontiere - nato, però, da radici ben ancorate alle origini- che fa il giro del globo. Amato da Naomi Campbell come da Catherine Deneuve, Alessia Marcuzzi, Nicoletta Braschi, Laura Morante, Penelope Cruz, Vanessa Incontrada, Afef Tronchetti Provera. Ma anche e soprattutto da molte torinesi di gusto che sfoggiano i capi di Cristina con un certo orgoglio campalinista di fronte alle globalizzate milanesi. «D'altronde, a Torino, anche lo shopping è meno massificato rispetto ad altre città più cosmopolite. Si trovano ancora capi e oggetti d'antan che altrove sono spariti», spiega Cristina Tardito. E da come immagina una donna chic si capisce quale sia la sua filosofia di moda. Ovvero una sublimazione della torinesità nelle sue accezioni più raffinate. «Mai un pezzo di troppo, piuttosto uno di meno. Almeno un dettaglio ricco ...in termini di gusto e non di denaro. La donna elegante per me ha un piccolo cardigan di cachemire che scivola sul corpo, appoggiandosi delicatamente alla gonna, una bella spilla fissata nel punto giusto».
Applicare questi concetti di ricercatezza infinitesimale alle collezioni non è facile. Ma il successo di Cristina -lento e inesorabile- è stato tutto giocato su minuscoli cambiamenti. Lavorando su un centimetro in più o in meno di una scollatura, sulla scelta della sfumatura di un pizzo fatto ancora come una volta, sull'aplicazione di un micro decoro.... Tutte cose impercettibili che però, alla fine, hanno dato vita a un'estetica innovativa, fortemente connotata. Qui sta il segreto del suo successo. Con i cambiamenti costanti, poco traumatici, e una costanza incrollabile-tipica piemontese- si fanno le grandi grandi rivoluzioni. La sua, infatti, lo è. Senza scorciatoie.