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Caterina Occhio : "SeeMe"


May 29 2013
Fashion

Quando si parla di iniziative di solidarietà si dimentica, o non si considera, a volte che il semplice dare un’offerta può sì aiutare, ma spesso è una goccia nel mare che porta a piccoli passi che vanno sostenuti con altri gesti e impegni. Con interesse segnaliamo un progetto importante, dove un marchio, e dei prodotti come i gioielli, normalmente associati al concetto di lusso, sono al servizio di una causa che vale la pena sostenere, e ci aiuta a riconsiderare il gesto di solidarietà. Comprando un cuore in argento si supporta chi quel cuore lo ha creato, cioè le donne di Ankara, che possono così mantenersi e avere una vita autonoma. È l’iniziativa di Caterina Occhio e il marchio è SeeMe, i gioielli a forma di cuore solo una piccola parte delle tante idee che Caterina ha e che condivide con noi in questa intervista.

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Ci può raccontare come è nato il progetto SeeMe e perché è partito dai gioielli e dagli accessori?

C.O. Tutto è incominciato alla fine di un progetto in Turchia. Io e le mie compagne eravamo attorno a un tavolo a bere tè, assieme ad alcune donne della casa di rifugio per vittime di violenza domestica. Una di loro si affacciò dalla porta, salutandoci con una valigia in mano. Le chiedemmo dove stesse andando e lei ci rispose che sarebbe tornata da lui, perché con tre bambini e nessun lavoro non sapeva che altro fare. Proprio dalla nostra impotenza e dal silenzio che ci aveva circondate, è nata la voglia di poter dare a lei, come a tutte le altre donne vittime di violenza, la possibilità di decidere dove portare quella valigia. Un passato migliore o un futuro da esplorare, purché sia lei a scegliere dove andare. La decisione di concentrarsi sugli accessori è stata dettata dal voler combinare la grande manualità ancestrale delle nostre artigiane con l’impossibilità di disegnare oggetti che richiedessero una produzione industriali e grandi investimenti.

C’è un forte approccio etico al lavoro. Mi racconta l’idea dietro SeeMe e dietro al ciondolo a forma di cuore in particolare?

C.O. L’idea di creare un brand di lusso etico parte dalla voglia di creare cose belle con un valore umano molto alto al loro interno. Sono convinta che sia tempo di creare un lusso non solo bello, ma anche buono, perché l'idea di sostenibilità non è solo vincente, ma soprattutto necessaria. Questa crisi non deve essere sprecata, ci sta chiaramente dicendo che è ora di cambiare il modo in cui ci comportiamo come consumatori e che è arrivato il momento di comprare meno, e meglio. Nella mia visione, tra 10 anni tutte le marche di lusso avranno una capsule collection fair trade, esattamente come ora ogni supermercato ha una sua linea bio. Cosa che era del tutto impensabile 10 anni fa. Il cuore è per noi un anello della catena d’amore che vogliamo costruire per sostituirla a quella della violenza. Chiunque lo porti, aggiunge un anello e si lega a tante donne che amano le cose belle che hanno anche una bella storia.

In che modo il progetto SeeMe si differenzia da altri legati alla solidarietà?

C.O. La carità non è sostenibile. Il lavoro e la dignità che ne deriva, si. E dopo aver lavorato per oltre 16 anni nella cooperazione allo sviluppo per vari organismi internazionali, posso affermarlo con cognizione di causa. Il nostro modello prevede che siano le donne stesse ad essere proprietarie della società di produzione. SeeMe fa in modo che la loro società cresca e diventi un luogo in cui loro possano essere socialmente attive e riacquistare dignità e fierezza. SeeMe è certificata dall’Associazione Mondiale del Commercio Equo e agisce in linea con i dieci principi da loro stabiliti (http://www.wfto.com/?option=com_content&task=view&id=2&Itemid=14) . Oltre a pagare un prezzo equo, SeeMe si occupa della loro formazione, anticipa tutti i costi di produzione e al loro salario aggiunge un premio sociale pari al 25% extra. Premio sociale che viene poi gestito dalla NGO di riferimento che lo utilizza sotto forma di servizi per le donne stesse (crèche, corsi di formazione, aiuti nella gestione delle pratiche legali o amministrative, etc.)

Quale la più grossa soddisfazione avuta sino ad ora, dall’inizio del progetto?

C.O. Mi viene in mente la timidezza di G. che dopo aver visto le sue mani pubblicate su Vogue Turchia, mi dice di essere fiera di far parte di SeeMe e che le dispiace non poter mostrare la sua faccia per motivi di sicurezza, altrimenti si sarebbe tolta la soddisfazione di far vedere al marito che non era vero che lei non contava niente.

Quale la distribuzione dei gioielli SeeMe e a quale donna si rivolgono?

C.O. I nostri cuori si trovano in alcune tra i migliori negozi italiani e stranieri: Colette a Parigi, Harvey Nichols a Istanbul, Luisa via Roma a Firenze, Banner a Milano, Penelope a Brescia. Questo è stato reso possibile dall’incredibile professionalità e dal grande cuore di Daniele Ghiselli (www.ghiselli.com) che con il suo staff e il suo personale cura la distribuzione dei nostri gioielli. Come dicevo prima, le donne che portano i nostri gioielli sono donne che amano le cose belle e che abbiano un significato. Ci piace pensare che non comprino i nostri cuori per fare del bene, ma perché lo trovano un bell’oggetto da portare. Ma che lo portino con orgoglio, fiere di far parte del movimento del cuore.

È possibile estendere il progetto SeeMe ad altre operazioni dalla forte connotazione sociale? È nelle vostre intenzioni? Quali in generale i vostri progetti per il futuro?

C.O. Di recente abbiamo iniziato un progetto con l’Agenzia delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale (UNIDO: www.unido.org) e Droog design (www.droog.com) , tra le migliori società di design al mondo. SeeMe ha facilitato la produzione di una linea di tappeti di design solidale, Fair Design, fatti a Gafsa, una delle regione più arretrate della Tunisia. Anche qui, lo scopo principale è stato l’emancipazione socio-economica delle artigiane coinvolte, che si sono ritrovate ad interagire con designer di fama internazionale e a creare nuovi tappeti nel giro di poche settimane. Il tutto le ha portate a migliorare le loro condizioni di lavoro, i loro introiti e soprattutto la loro posizione all’interno della società. I tappeti sono in mostra ad Amsterdam alla galleria di Droog (http://www.design.nl/item/all_in_one_carpet_from_gafsa_region_tunisia_at_htel_droog). In futuro oltre ad estendere il movimento del cuore, sogniamo di iniziare cooperazioni con grandi case di moda. Vorremmo poter produrre per loro una linea di lusso solidale certificato. Incroci le dita per noi, che forse stiamo per iniziare la prima collaborazione con uno tra i più grandi marchi…segreto per ora!

Stefano Guerrini ©modemonline