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Nicole Brundage


January 03 2010
Fashion

Uno stile caleidoscopico

Nicole Brundage definisce Acrobats of God “un modo per esprimere lo straordinario nell'ordinario", funzione e stile si uniscono infatti in una nuova collezione che fa del comfort e della praticità i suoi punti di forza, una linea giovane, energica, multicolor, ma senza troppi fronzoli.
La Brundage ci ha abituato alle sorprese, se è vero che Acrobats of God va ad aggiungersi alla collezione che porta il suo nome, con la quale la designer texana è stata finalista al prestigioso concorso “Who’s on next” promosso da Franca Sozzani, direttore di Vogue Italia, e che l’ha portata a collaborare con diverse maison di moda, compreso il progetto dedicato ai nuovi talenti Furla Talent Hub e, attualmente, con Alberta Ferretti e Philosophy.

Se la linea Nicole Brundage vola sulle ali della fantasia, con una grande ricerca sui materiali, sulle forme, rimandi sexy e a volte retrò, le scarpe Acrobats of God sono più essenziali, interamente realizzate in fasce di tessuto elastico colorato con tacco in legno grezzo in quattro diverse altezze.

Incontriamo la designer per conoscere meglio questo nuovo percorso creativo.

Innanzitutto ero curioso di sapere come è nata Acrobats Of God: perché ha deciso di dedicarsi ad un’altra linea e da cosa viene il bellissimo nome?

Ho deciso di creare AOG per la pura esigenza di trovare un’ulteriore strada verso cui indirizzare la mia creatività. Un’altra linea che avesse un tema speciale mi sembrava una nuova sfida, in cui poter spingere più lontano i limiti del mio lavoro e di quello che potevo fare con questa idea, mantenendo però i prezzi entro certi parametri.
Con il marchio a mio nome dall’altra parte, sono libera di fare tutto quello eccita la mia fantasia, anche perché il costo del prodotto è un problema meno rilevante che in AOG. Il nome Acrobats of God viene da uno dei balletti di Martha Graham degli anni sessanta, era un pezzo satirico, in cui lei rappresentava la vita di una danzatrice e nel quale rivelava una visione vanitosa di se stessa, rappresentandosi come una ballerina sovrumana, un’acrobata di Dio appunto.

Come dialogano fra loro la linea Nicole Brundage e AOG? Che connessioni e differenze ci sono? Una mia impressione è che la prima rispecchi un lato più romantico e femminile, mentre la seconda abbia un’attitudine più urbana, forse più aggressiva. Sbaglio?

Non definirei affatto Acrobats of God aggressiva. Ma ha ragione nel dire che le linee parlano a due differenti gusti, hanno approcci totalmente diversi. Il punto di connessione sta che sono tutte e due il prodotto di un certo tipo di vestibilità femminile e di studio delle proporzioni. Ed entrambe sono create per essere divertenti.

Come si avvicina al lavoro di shoes-designer e dove trova ispirazione?

Sarò sincera, molto dipende dallo stile che scelgo di avere in un determinato periodo, da quale direzione mi accorgo di non essermi ancora avventurata. Poi ho archivi di immagini di scarpe, strappate dai giornali nel tempo, calzature vintage, spunti su nuove tecniche usate dagli altri designer, da cui prendo costantemente ispirazioni.

Stefano Guerrini ©modemonline