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Elia Maurizi


March 15 2010
Fashion

Walk in progress

Fra i finalisti della sezione maschile di Who’s on next lo scorso giugno, Elia Maurizi propone calzature ironiche, innovative e di alta qualità.

Nasce dall’entusiasmo del giovanissimo Elia Maurizi, 28 anni, l’omonima linea di calzature pensata per persone che abitano il mondo. Oggetti di design, sempre un pizzico ironici, le scarpe di Maurizi si presentano come un mix tra innovazione, gusto per le cose passate, semplicità. Indubbia è la qualità e la mano artigiana di un’ azienda, quella familiare, che da sempre si distingue sul mercato per calzature di altissima qualità. Finalista per gli accessori della prima edizione al maschile del concorso Who’s on next, sponsorizzato da Vogue, Elia Maurizi è sicuramente uno dei giovani talenti italiani da tenere d’occhio e noi lo incontriamo.


Come si è avvicinato al design di accessori e perché ha scelto proprio le scarpe?
Sono figlio d’arte, se così possiamo dire, perché mio padre produce calzature classiche da uomo, per me questo è stato il primissimo incontro con il mondo degli accessori. Fin dall’adolescenza ho sempre sperimentato nel laboratorio paterno, un approccio manuale che mi ha dato la possibilità do conoscere i segreti della costruzione di una calzatura.

Quanto sono importanti concorsi come ‘Who's on next’? E quanto ha significato per lei partecipare?
Secondo il mio punto di vista, concorsi come ‘Who’s on next’ sono molto importanti, perché danno la possibilità ai giovani designer di mettersi in ‘ vista’, di relazionarsi ai migliori buyer e giornalisti del mondo, ottenendo una visibilità che altrimenti sarebbe difficile avere. Per me ha significato molto poter partecipare, sia da un punto di vista di ritorno di immagine, sia considerando il fatturato del marchio.

Si dedica soprattutto alle calzature maschili. Non è più difficile creare per l'uomo, notoriamente meno estroso della donna quando si parla di guardaroba e abiti?
In realtà il progetto Elia Maurizi è nato come prodotto unisex. Sono arrivato fra i finalisti della sezione maschile di ‘Who’s on next’, ma le mie scarpe sono pensate anche per una donna. Riguardo la creazione di una collezione maschile concordo con lei che bisogna fare molta ricerca sul piccolo dettaglio, cercare di non essere mai banali, perché in genere l’uomo osa di meno

So che è molto amato in Giappone. Che cosa pensa piaccia di lei in un mercato così particolare come quello nipponico?
Penso di essere apprezzato in quella nazione perché ho l’impressione che il cliente giapponese abbia una cultura in generale più propensa ad accogliere qualcosa di nuovo, più interessata rispetto ad altri mercati alla ricerca, a prodotti innovativi e, ovviamente, di ottima qualità.

Come è nata la collaborazione con Francesca B.?
Neanche un’ora dopo esserci conosciuti è nata l’idea di lavorare insieme su un progetto, che poi è diventato ‘Walk in progress’, in cui una mia scarpa è venduta in questa confezione da viaggio con un paio di calzettini e un papillon di Francesca B., realizzati nello stesso tessuto che riveste internamente la calzatura. Il nostro è stato un feeling immediato, subito abbiamo pensato che le due creatività si sarebbero ben amalgamate.

Progetti per il futuro?
Portare le mie conoscenze e il mio modo di fare in altri campi, come il design, il mondo dei gadget, universi creativi anche lontani dalle calzature. Ma ogni novità sarà prontamente segnalata sul mio sito www.eliamaurizi.eu.

Stefano Guerrini ©modemonline