08 giugno 2020
 
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La moda per un mondo migliore
 
L'economia circolare

Un'economia circolare è un modello economico definito per eliminare gli sprechi e ripristinare risorse preziose.
In questo modello, i materiali fluiscono in un ciclo piuttosto che in linea retta - in modo che le materie prime e le preziose risorse utilizzate, possano essere reimpiegate per produrre nuovi beni.
Un'economia circolare, mira a mantenere costantemente prodotti, componenti e materiali al massimo della loro utilità e del loro valore. I rifiuti, come li conosciamo, non esistono nell'economia circolare.

La transizione verso un'economia circolare potrebbe essere il più grande passo avanti nella modernizzazione della produzione e del consumo mondiale dopo la rivoluzione industriale.

Per diventare circolare, l'industria della moda...


> Deve liberare tutti i suoi creatori soggetti ai vincoli imposti del mondo finanziario che ha predisposto una moltitudine di scadenze supplementari per soddisfare i suoi interessi e le sue esigenze.
La magia e la creatività devono rivelarsi nuovamente in quanto caratteristiche comuni delle collezioni dei creatori di moda.

> Deve rigenerare il suo sistema di produzione riguardo:
- i criteri da adottare nella scelta delle materie prime e dei prodotti da utilizzare per la loro tintura.
- la modellatura, al fine di valorizzare il know-how artigianale che apporta valore aggiunto alle collezioni.

> Deve garantire il rispetto delle norme che regolano le condizioni di lavoro delle persone impiegate o coinvolte nella produzione (sicurezza, igiene, ritmi di lavoro, ecc.).

> Deve inoltre garantire che le officine e gli stabilimenti coinvolti nella produzione lavorino nel rispetto delle regole e degli standard di sostenibilità.

> Deve rivedere, se necessario, il sistema di spedizione delle merci se non è conforme ai criteri di sostenibilità.

> Deve stabilire una dinamica commerciale nelle campagne di vendita in modo da non sbilanciare il mercato con un'eccedenza di capi di abbigliamento in vendita, con il rischio di costringere i dettaglianti a saldarli, senza considerare gli sprechi causati dalle rimanenze invendute.

> Deve partecipare in sinergia con i retailer alla diffusione della cultura dell'economia circolare e della sostenibilità. Tanto più che questi temi condizionano ormai i comportamenti del pubblico e soprattutto della nuova generazione di consumatori.
- Il retailer deve essere messo in condizione di valorizzare le matiere di una collezione che rispetta i valori dell'economia circolare e di conseguenza di valorizzare la logica del riciclo. In ogni caso, Il retailer sarà portato a trasmettere al proprio cliente le garanzie di conformità del capo con i criteri di sostenibilità (tracciabilità).
…
Ma l'economia circolare deve anche integrare i contenuti delle riflessioni e suggerimenti espressi durante il periodo di quarantena e in particolare quelli emersi nelle 2 proposte presentate in quello stesso periodo da 2 gruppi distinti di creatori di moda riconosciuti internazionalmente. Proposte che sono state sottoscritte e sostenute da un gran numero di designer, dirigenti, buyer e personalità del settore professionale. della moda
 
Le 2 proposte
 
See: Open Letter to the Fashion Industry
See: A proposal for the Global Fashion Industry,

Queste due proposte hanno evidenziato i diversi aspetti della sostenibilità coerenti con la messa in discussione dell'attuale sistema moda per riformarlo radicalmente.
Proposte motivate dalla necessità di salvaguardare l'ambiente e di soddisfare al meglio le esigenze dei buyer.

Per questo motivo sono state proposte nuove date e nuovi ritmi per le prossime scadenze delle campagne di vendita stagionali:
- Tra gennaio e febbraio quelle delle collezioni A/I Uomo e Donna
- A giugno quelle delle collezioni P/E Uomo e Donna.

Questo permetterebbe ai buyer di ridurre gli spostamenti, quindi i costi e i tragetti aerei che sono una delle principali contraddizioni nei confronti del rispetto dell'ambiente. (vedi esempio : i diversi Buyer obbligati a prendere 4 aerei durante le Fashion Weeks di Parigi)

Questa nuova dinamica permetterebbe inoltre ai negozi di praticare i prezzi ufficiali per un periodo di tempo più lungo.

Da ritenere: meno prodotti inutili sul mercato per rompere la logica degli sconti che hanno creato dipendenza a negozi e pubblico.

Eliminazione dei saldi di metà stagione, Venerdì Nero, Cyber Lunedì, ecc...
- I saldi di fine stagione devono avvenire a febbraio per le collezioni A/I e ad agosto per le collezioni P/E.

In queste proposte è stata anche evidenziata l'incoerenza delle date delle sfilate, in quanto non corrispondono all'evoluzione dei comportamenti e degli interessi dei consumatori.
- Le sfilate di moda dovrebbero avvenire poco prima della consegna delle relative collezioni ai negozi.
Ciò aumenterebbe l'interesse e il desiderio del pubblico, che inoltre condiziona anche i pre-ordini effettuati dai negozi. Senza considerare che le date attuali delle sfilate così distanti da quelle della consegna delle collezioni permettono che le collezioni che sfilano siano copiate.
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